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ADE

 

 

Cioè la divinità greca dell’oltretomba. Figlio di Crono e di Rea, Averno per i romani, fratello di Zeus, di Poseidone, di Era, di Estia e di Demetra, dopo la vittoria sui Titani divenne con Zeus e Poseidone, uno dei tre dominatori dell’universo: a Zeus toccò il cielo, a Poseidone il mare, e a Ade la terra ed il mondo sotterraneo, la dimora dei trapassati. Qui, con volontà severa e inesorabile, chiama le anime e le tiene rinchiuse, con l’aiuto di demoni posti sotto i suoi ordini, come Caronte o lo stesso Cerbero di dantesca memoria. Con lui regna Persefone, figlia di Zeus e Demetra, che il custode degli inferi rapì nelle pianure della Sicilia mentre con le sue compagne raccoglieva fiori, e la fece sua sposa. Solitamente il nome “Ade” non veniva pronunciato, per paura di risvegliare la sua collera, e quindi si usavano dei pseudonimi come Plutone (cioè “colui che è ricco” alludendo alla ricchezza inesauribile della terra). Oltre al rapimento di Persefone, il mito di Ade viene a scontrarsi con quello dell’eroe Eracle, a cui il signore degli inferi proibì l’accesso nel suo regno. Nello scontro che seguì, Ade rimase ferito ad una spalla da una freccia. Portato poi sull’Olimpo fu curato e guarì grazie ad un balsamo miracoloso

 

 

“Lo scender nell’Averno è cosa agevole,

 che notte e dì ne sta l’entrata aperta;

 ma tornar poscia a riveder le stelle,

 qui la fatica e qui l’opra consiste”

 

Virgilio, Eneide, VI, 126-129

 

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