4. Come Agiscono Gli Psichedelici
Malgrado, come abbiamo visto,
lorigine delle sostanze psichedeliche sia quanto di più
vario possa esistere in natura, le strutture di tutti i composti
considerati manifestano una certa somiglianza con il
neuromodulatore serotoninico o con quello catecolaminico.
Chiaramente le ricerche sullazione biochimica partirono,
negli anni Cinquanta, proprio da queste somiglianze.
Anche se fosse stato provato che
lLSD blocca i recettori serotoninergici, fu smentita
lipotesi che essi fossero responsabili degli effetti
psichedelici per due motivi: primo, il fatto che la mescalina,
pur inducendo quasi gli stessi effetti dellLSD, non è un
antagonista della serotonina. Secondo, che la 2-bromo-LSD, un
bloccante serotoninergico ancora più efficace dellLSD, non
fornisce alcun effetto psichedelico, nemmeno a dosi elevate.
Altri risultati contraddittori uscirono
dagli esperimenti, effettuati negli anni Settanta da G.
Aghajanian (Yale University), nei quali si utilizzavano dei
microelettrodi, in vivo in encefalo di ratto, che misuravano
direttamente la velocità di eccitamento dei neuroni. Egli prese
in esame leffetto dellLSD sui neuroni serotoninergici
dei nuclei del rafe. Quello del rafe è un raggruppamento
di nuclei serotoninergici molto compatto, situato lungo la linea
mediana del tronco cerebrale (rafe significa, in greco,
cucitura), le cui proiezioni ascendenti si ramificano, molto
fitte, allinterno del sistema limbico. I nuclei del rafe
hanno un certo peso sul funzionamento della formazione
reticolare, la struttura che garantisce il mantenimento dello
stato di coscienza di un individuo; questo sia attraverso la
corteccia, sia attraverso il sistema limbico. Si scoprì che i
nuclei del rafe sono in alcuni punti altamente sensibili
allLSD, psilocibina e dimetiltriptammina a bassissime dosi;
ma anche che la mescalina non aveva nessun effetto su di esse; e
al contempo il lisuride, un derivato del LSD non psichedelico,
presentava lo stesso effetto di blocco sui neuroni del rafe.
Il locus coeruleus

Lo studio del locus coeruleus ha svelato
limportanza delle fibre noradrenergiche sia nel controllo
di stati emotivi come la vigilanza, il risveglio, la motivazione
(nel sistema simpatico, inoltre, media i comportamenti
fight or flight), sia nellattività
intellettuale particolareggiata. Ma in nessun modo i
prolungamenti di tali neuroni assomigliano ai circuiti necessari
per operazioni mentali precise (ovvero le connesioni neurali
uno-a-uno). Probabilmente ciò è possibile in quanto
questo fibre agiscono modulando leccitabilità dei neuroni
della corteccia cerebrale che sono responsabili
dellattività intellettuale particolareggiata. E,
contemporaneamente, le fibre noradrenergiche connettono la
corteccia alle zone del sistema limbico deputate al controllo
emotivo. Infatti è stato stabilito che i neuroni del locus
cominciano ad eccitarsi in risposta a eventi ambientali che
provocano stimolazione emotiva, causando una liberazione di
noradrenalina in corrispondenza delle terminazioni nervose di
tutta la corteccia cerebrale. Forse è questo il modo in cui i
neuroni corticali divengono consapevoli dello stato
di sensibilità alterata dellorganismo, ed in cui ogni
processo mentale venga colorato emotivamente.
Percezione, pensiero (come elaborazione) ed emozione sono tre
eventi indissolubilmente legati nei processi mentali umani.
La stimolazione elettrica del locus
coeruleus di ratto provoca una liberazione di massa di
noradrenalina, il che induce una risposta eclatante, una
condizione di panico e di iperreattività a qualsiasi stimolo
sensoriale; risposta molto simile a quella riscontrata dopo la
somministrazione di sostanze psichedeliche.
Aghajanian dimostrò in seguito che ogni
tipo di stimolazione sensoriale (visiva, olfattiva, gustativa,
uditiva o tattile) accellera nei ratti leccitamento dei
neuroni del locus coeruleus; e questa accellerazione è
notevolmente potenziata dal trattamento con LSD, mescalina e
psilocibina.
Anche le amfetamine e le
metossi-amfetamine agiscono sul locus coeruleus: ma a differenza
degli psichedelici, esse provocano la fuoriuscita, più lenta ma
costante, di noradrenalina dalle sinapsi. Gli psichedelici,
invece, non fanno eccitare spontaneamente tali neuroni in assenza
di stimoli sensoriali. Ecco perché, sostanzialmente, è errato
dire che essi provocano allucinazioni.
Inoltre, applicando direttamente LSD,
mescalina e psilocibina ai neuroni del locus coeruleus, esse non
danno alcun effetto di potenziamento della risposta: si può
concludere pertanto che il loro effetto sulla percezione
sensoriale sia indiretto, e che interagisono con un insieme
differente di neuroni che a loro volta agiscono sul locus
coeruleus.
Ciò che è particolarmente affascinante
è come questi risultati corrispondano alle nozioni che si hanno
circa gli effetti dei farmaci psichedelici sugli esseri umani. Il
locus coeruleus è un meccanismo ad imbuto, che integra
tutte le afferenze sensoriali, per poi connettere sistema limbico
e corteccia per dare la coloritura emotiva da una parte ed un
significato conscio dallaltra. In questo senso
è significativa lipotesi di Huxley che scrisse: Lipotesi
è che la funzione del cervello, del sistema nervoso, e dei sensi
sia principalmente eliminativa e non produttiva. [
] [La
loro funzione]
è di proteggerci dal pericolo di essere
sopraffatti e confusi da questa massa di conoscenza in gran parte
irrilevante
[
]. Secondo Huxley il cervello
possiede una sorta di valvola riducente al cui capo
esce quella coscienza sufficiente, alluomo, alla
sopravvivenza. Anche se poco scientifica, questa tesi può essere
ricondotta al funzionamento del locus coeruleus, relegandogli un
ruolo di smistamento della quantità di percezioni
sensoriali che in ogni istante un essere umano deve elaborare. E
in effetti, il malfunzionamento del sistema noradrenergico,
assieme a quello dopaminergico, porta ad allucinazioni, alla
disconnessione dei processi mentali, a gravi disturbi emotivi. In
altre parole, alla schizofrenia.

Alla luce di queste considerazioni può
essere spiegato anche il fenomeno della sinestesia. Se in questo
imbuto sensoriale si ammassano tutti i tipi di
segnali sensoriali in un sistema di eccitazione generalizzato
allinterno del cervello, si può intuire che la sua
stimolazione farà avvertire, a che fa uso di psichedelici, che
quelle senzazioni stanno varcando i confini che esistono tra le
differenti modalità.
Il locus coeruleus è inoltre sede
dazione di molti farmaci e droghe stimolanti;
antidepressivi, cocaina e amfetamina agiscono sul sistema
noradrenergico producendo effetti diversi, ma non troppo,
rispetto agli allucinogeni. Difatti gli effetti principali degli
stimolanti sono dovuti a un potenziamento dellattività
della noradrenalina nella corteccia cerebrale; questo provoca
linnalzamento del tono dellumore e uno stato vigile
potenziato (riconducibili agli effetti sullIo degli
allucinogeni); altresì il tono muscolare è alquanto rinvigorito
(mentre gli allucinogeni portano un senso di rilassatezza
estrema, riconducibile più al sistema serotoninergico che a
quello noradrenergico). Dunque si potrebbe pensare che mentre gli
effetti psichedelici sono dati dallazione sul sistema
noradrenergico, gli effetti fisici (rilassatezza, calore e
pizzicore sulla pelle) più dallinterferenza con quello
serotoninergico. Nella spiegazione dellazione di un
farmaco, daltronde, le prove dipendono in gran parte dalle
circostanze, afferma Snyder.
Comunque, un livello di vigilanza
estremamente potenziato potrebbe spiegare lo stato mentale
trascendente prodotto dagli psichedelici; il senso di
Sé viene stravolto in presenza di uno stato di consapevolezza
così elevata che fa crollare le barriere tra Io e non-Io. È
difficile dare un significato biochimico a questo tipo di
effetti, in contrapposizione allazione molecolare, e
conseguentemente psichica, degli stimolanti. Di certo cè
che gli stimolanti fanno fuoriuscire in maniera continua la
noradrenalina anche senza stimolazione diretta delle fibre
noradrenergiche, mentre che gli psichedelici, oltretutto per vie
traverse e non dirette, provocano liberazione in massa ma solo in
presenza di stimoli adeguati. Troppo poco per dare una spiegazione
più precisa, anatomica e funzionale, di come nasca
nelluomo ciò che gli psicologi intendono per Io, ovvero
per la consapevolezza che ciascuno di noi ha di essere una
persona distinta, separata dalle altre e dal resto
dellUniverso. Influenzando il nostro livello di
consapevolezza in circostanze normali, il locus coeruleus può
svolgere un ruolo importante nel definire questo ineffabile
aspetto psicologico, esclusivo, probabilmente, della specie
umana.
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