2. Classificazione Ed Effetti Degli
Allucinogeni
Gli enteogeni: LSD, psilocibina e
mescalina
E necessario specificare quali siano
le sostanze cosiddette psichedeliche e perché si differenziano
dagli altri composti psicoattivi. Il termine droga
può avere diversi significati, se contestualizzato in campo
medico (è una sostanza chimica capace di provocare una
modificazione delle funzioni biologiche nell'assuntore),
psicofarmacologico (è una sostanza chimica che modifica la
psiche di chi la assume), o giuridico (ogni sostanza chimica il
cui uso presuppone un comportamento dannoso sia per chi l'assume
sia per la società).
Il primo, e forse più famoso, farmacologo
che propose una classificazione delle droghe, secondo
laccettazione psicofarmacologica del termine, fu Lewis
Lewin, negli anni 30, suddividendole in cinque categorie:
exitantia, inebriantia, hypnotica, euphorica, e phantastica. In
questultima classe Lewin pose la mescalina, oltre a un gran
numero di altri derivati naturali, ben conosciuti
etnofarmacologicamente, ma di misconosciuti effetti biochimici.
Nel corso degli anni, con la scoperta o la
sintesi di nuovi composti psicoattivi, è stata proposta la
parola psicotomimetico per indicare composti
che inducessero negli assuntori stati psicotici artificiali, o
stati alterati di coscienza, per differenziarli da
sostanze inebrianti, eccitanti, e sedativi.
In alternativa nacque il termine allucinogeno,
per enfatizzare i mutamenti percettivi sui fenomeni psichici.
Lallucinazione è fenomeno psicopatologico costituito da
una falsa percezione che si manifesta in assenza di stimoli
sensoriali (di qualsiasi tipo: visive, tattili, olfattive,
gustative, uditive), ma vissuta soggettivamente come una vera
percezione.
LSD, mescalina e psilocibina sono
tuttaltro che allucinogeni. Essi non creano
percezioni, bensì distorcono percezioni già esistenti.
Inoltre, al pari delle distorsioni sensoriali sono altrettanto
significative le alterazioni del pensiero cognitivo e della
coscienza dellassuntore. Inoltre il termine psicotomimetici
non è sufficiente a circoscrivere le tre sostanze in esame,
poiché è provato che anche gli abusi di cocaina e di amfetamine
provochino stati paranoidi, simili alla schizofrenia,
caratterizzati tra laltro da allucinazioni vere e proprie,
di norma tattili.
Humphry Osmond negli anni 60 coniò
il termine psichedelici, dalletimologia
greca psyche delein, in altre parole che
rivela lanima. Probabilmente esso è il termine che
meglio descrive una delle capacità principali di tali sostanze,
cioè quella di rendere manifesto il pensiero, liberandolo dalle
incrostazioni del condizionamento sociale. Pur essendo un termine
esauriente, può creare confusione visto che nellambito
scientifico si usa racchiudere tra le droghe psichedeliche anche
il ?9-THC (il principio attivo dei derivati della Cannabis
indica), e le varie metossiamfetamine (le desiner drougs
di sintesi, contenute nelle pasticche di exstasy).
Letnofarmacologia ha catalogato
forse al meglio le sostanze allucinogene - psichedeliche. E
innegabile il valore che le sostanze psicoattive di origine
naturale abbiano avuto nella storia dellevoluzione
culturale delluomo. Alla fine degli anni 70 fu
proposto l'uso del termine enteogeni, che combina la
parola greca entheos, che significa "dio
(theos) dentro", con la radice greca -gen, che
denota l'azione di "divenire, generare". Questo termine
si riferisce più al contesto culturale dell'uso che alle
proprietà farmacologiche; scientificamente è forse poco
appropriato, ma è lunico che enfatizza in maniera
appropriata i profondi mutamenti nella consapevolezza
dellIo e nel senso di Sé di coloro che assumono mescalina,
LSD e psilocibina.
Ho ritenuto necessarie queste
precisazioni, visto che farò uso indifferentemente dei termini
psichedelico, allucinogeno, ed enteogeno; ogni riferimento andrà
comunque a tutte le sostanze psichedeliche contenenti gruppi
indolici, delle quali le tre già citate sono state, ovviamente,
le più studiate.
Lesperienza psichedelica
Le caratteristiche peculiari degli
enteogeni possono essere schematizzate come segue:
§
Sono sostanze in grado di indurre stati di alterazione delle
percezioni, del pensiero e delle emozioni non altrimenti
sperimentati se non nei sogni o negli stati di esaltazione
mistica;
§
non sono utilizzati in campo medico;
§
utilizzati come droghe ricreative, generalmente in maniera
saltuaria;
§
non danno origine a una farmacodipendenza marcata, semmai a una
dipendenza psichica di media entità;
§
hanno strutture chimiche molto simili a quelle di alcuni
neuromodulatori;
§
la ricerca della droga è quasi esclusivamente una "pulsione
intellettuale" e non un "comportamento indotto",
come quello associato all'eroina ed alla cocaina.
Per quanto riguarda gli effetti, essi sono
alquanto soggettivi, e influenzati non solo dallo stato
psicologico dellassuntore, ma anche dal contesto sociale ed
ambientale che fa da contorno allesperienza psichedelica.
Mi permetterò, nella descrizione degli
effetti, di citare tre fonti significative: Solomon Snyder,
Albert Hoffmann, e Aldous Huxley. Le immagini mentali, le
percezioni, ed i pensieri, quando influenzati dagli psichedelici,
arduamente possono essere descritti col comune linguaggio. Senzazioni,
sentimenti, intuiti, fantasie, tutte queste cose sono personali
e, se non per simboli e di seconda mano, incomunicabili. [
]
Le cose e gli avvenimenti ai quali i simboli si riferiscono
appartengono a regni dellesperienza che si escludono a
vicenda. (Huxley).
Le distorsioni sensoriali sono gli effetti
predominanti nellesperienza psichedelica. Innanzitutto i
colori divengono ben più brillanti, e ogni oggetto si guardi
acquista un contorno luminoso, e spesso forme e colori in esso
contenute fluttuano, sfumano, o ne creano di altre. Gli stessi
oggetti divengono spassosamente bizzarri, provocando accessi di
riso incontrollato e senza motivo. Forme e colori che
caratterizzano larte delle culture centroamericane hanno
avuto probabilmente origine dalluso rituale dei funghi
enteogenici e del cactus peyotl.
Uno dei più incredibili cambiamenti
percettivi dovuti alle sostanze psichedeliche è detto sinestesia.
Si tratta del fenomeno in cui avviene una trasmutazione di sensi,
per cui il tatto può essere avverito come udito, ludito
come visione, e così via.
Snyder descrive come egli battendo le mani
vedeva onde sonore, anche a frequenze diverse, e pone
interessanti interrogativi: ad esempio se unesperienza del
genere fosse stata condizionata dal background di conoscenze o se
lavrebbe provata ugualmente senza conoscere
lesistenza delle onde sonore. Esemplari sono le visioni
sperimentate da Hofmann: essendo perfettamente
consapevole che la conoscenza dellorigine messicana dei
funghi mi avrebbe portato ad immaginare soltanto uno scenario
messicano, mi sforzai di osservare quanto mi circondava con gli
occhi della normalità. Tutti gli sforzi volontari [
] si
rivelarono vani. Sia che i miei occhi fossero chiusi o aperti,
vedevo solo forme e colori messicani. Il medico che sovrintendeva
allesperimento [
] si trasformò in un prete
azteco[
]. Al culmine dellintossicazione, unora
e mezza dopo lingestione dei funghi [
] temetti di
essere travolto in quel vortice di sagome e colori fino a
dissolvermi in esso.
La visione e ludito non sono gli
unici sensi influenzati dalle sostanze psichedeliche.
Anche il senso del tempo viene nettamente
distorto. Snyder afferma: Due ore dopo aver assunto il
composto, mi sembrava di essere stato sotto linfluenza di
migliaia di anni, il resto della mia vita sulla Terra sembrava
allungarsi allinfinito, e nello stesso tempo mi sentivo
infinitamente vecchio. Il senso dello spazio a sua
volta viene stravolto, e durante lesperienza psichedelica
il camminare in una stanza può sembrare, descrive Snyder, come
attraversare in tutto il suo spessore lUniverso.
Per quanto tumultuosi possano essere
questi avvenimenti, ancora più straordinario è
lineffabile cambiamento che prova, nel senso del proprio
Io, chi fa uso di sostanze psichedeliche. Sfumano i confini tra
Sè e non Sè, dando origine a un sereno senso di essere
tuttuno con luniverso. Questo trascendere i limiti
del proprio Io viene sperimentato praticamente da chiunque
ingerisca, in dosi medio forti, una sostanza psichedelica.
Qualsiasi tentativo di ragionamento, o di
concentrazione su un oggetto, o un concetto, porta
inevitabilmente a un effetto a cascata, in cui ogni
da ogni pensiero ne scaturisce un altro, e un altro ancora, senza
connessioni logiche, o apparentemente tali, come verrebbero
considerate se espresse da un soggetto sano di mente.
Che queste connessioni logiche siano
totalmente casuali, o che esse, ipotesi affascinante, rivelino
percorsi logici altrimenti inesplorabili da una mente sobria, non
ci è dato sapere.
Scrive Huxley: Ad altri ancora
viene rivelata la gloria, linfinito valore ed il
significato di unesistenza nuda, dellevento dato, non
concettualizzato. Nello stadio finale della dissoluzione
dellIo cè unoscura cognizione che Tutto è nel
Terrore, che il Terrore sia davvero ciascuno di noi. Questo è,
io suppongo, il punto più vicino a cui una mente finita possa
giungere nel percepire tutto ciò che accade ovunque
nelluniverso.
Naturalmente la dissoluzione dellIo,
la perdita del senso di sé, ha i suoi pericoli oltre alle sue
attrazioni. Una perdita dei limiti dellIo è uno degli
elementi caratteristici della disintegrazione psicotica.
LLSD-25, molto più spesso di quanto succeda con
psilocibina e mescalina, può dare, a tratti durante
unesperienza, o durante lintera durata (il cosiddetto
bad trip) della stessa, una netta perdita di
consapevolezza dellIo, uno stato paranoico dal quale è
alquanto difficile uscire senza un intervento esterno o comunque
senza che il soggetto riesca a concentrarsi su un punto fermo del
mondo reale, che possa condurlo alla fine del viaggio
psichedelico. Huxley affermò di essersi trovato, ad un certo
punto, sullorlo del panico, come se stesse andando troppo
in là; eppure questo troppo in là era percepito
come un procedere verso una bellezza più intensa, un significato
più profondo. Col timore di essere sopraffatto sotto la
pressione di una realtà più grande di quella che forse una
mente, abituata a vivere nella maggior parte del tempo in un
confortevole mondo di simboli, potesse sopportare.
Terrore e turbamento han fatto sì che
esperienze del genere conducessero all esaurimento nervoso,
o allinstaurarsi di uno stato schizofrenico permanente, o
ancor peggio al suicidio, di alcuni tra coloro che provarono
esperienze psichedeliche negli anni 70. La possibilità che
diano inizio a una malattia mentale a lungo termine è forse il
pericolo più serio presentato da questo genere di sostanze.
E significativo che gli psichedelici
non offuscano la sensibilità; piuttosto essi rendono le persone
ipersveglie, dimodochè ogni momento
dellesperienza viene inscritto indelebilmente nella loro
coscienza e ricordato in maniera molto viva.
Benché gli psichedelici distorcano la
percezione e la cognizione, chi ne fa uso sente soggettivamente
che la sua consapevolezza è aumentata e che i cambiamenti
sensoriali possano riflettere una realtà maggiore di
quella alla quale sono sintonizzati quando sono in uno stato di
consapevolezza normale, un livello di esperienza
sovrumano, metafisico, di gran lunga più vicino al
sovrannaturale di qualsiasi altra situazione gli esseri umani
possano raggiungere con altri mezzi.
Ciò che caratterizza gli psichedelici nel
panorama farmacologico è che i loro effetti di distorsione della
percezione sensoriale, del senso del tempo, dello spazio, e del
proprio Io sono così estranei allesperienza di ogni giorno
che gettano una luce nuova sui meccanismi che sono alla base di
queste funzioni mentali quotidiane. Per esempio, il sapere che
gli psichedelici possono procurare sinestesia ha indotto i
neuroscenziati a ricercare nei neuroni i meccanismi che
potrebbero rendere uguali le percezioni di sensi diversi, come
visione ed udito. Inoltre la trascendenza dei limiti dell
Io, prodotta da queste sostanze, ha indotto gli scienziati a
considerare che potrebbe esservi una qualche base nervosa nella
percezione di Sé e nel senso dell Io.